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Cosa significa cognitivo? - Roberto Marchesini

Cosa significa cognitivo? - Roberto Marchesini - Educatore Cinofilo News

L'approccio cognitivo all'interpretazione del comportamento degli animali non-umani è spesso equivocato a causa di un carico eccessivo di confronto con l'essere umano, vuoi per attribuire alle altre specie un'intelligenza pensata come predicato assoluto e monolitico, vuoi per negare recisamente una cognizione ai non umani, nell'idea che solo un'esplicazione meccanicistica possa salvaguardare le prerogative di unicità dell'essere umano. Tale scontro, grondante di aspetti che ben poco hanno a che fare con la ricerca scientifica circa le migliori soluzioni esplicative del comportamento animale, ha peraltro la colpa grave di mettere in ombra il vero focus dell'interpretazione cognitiva, vale a dire l'analisi della diversa cognizione nelle varie specie. Lo studio dell'intelligenza animale si risolve così in una proiezione o in una negazione: da un lato porta i fautori della continuità a concentrarsi sulle somiglianze e sulle sovrapposizioni, con il rischio di antropomorfizzazioni e soprattutto di carenza di strumenti epistemologici e di negligenza nell'analisi delle peculiarità della cognizione specie specifica, mentre dall'altro spinge i propugnatori della discontinuità e dell'unicità dell'umano a costruire degli operatori dicotomici a termini oppositivi dove ugualmente non può aver presenza la pluralità della diversa cognizione. Un altro handicap che ha ritardato l'applicazione dei modelli cognitivi e forviato l'analisi obiettiva e algida dell'intelligenza animale è la confusione tra cognizione ed esplicitazione dei processi elaborativi, attraverso un infondato parallelo tra soggettività e coscienza. Non sempre risulta chiaro cosa significhi avere un approccio cognitivo poiché si confonde la mente con la coscienza e si ritiene che cognitivo sia sinonimo di consapevole, con la conseguenza mortale di pensare che tutto ciò che sembra non richiedere un processo esplicitativo possa essere spiegato attraverso modelli non mentalistici. La risposta inconscia viene considerata autonoma ed enucleabile da un sistema di processazione centralizzato, per l'appunto una mente, e si pretende di poterla spiegare come meccanismo esterno che non ha bisogno di essere connesso o contestualizzato e tanto meno valutato in modo sistemico. La soggettività quindi non si basa sulla coscienza o, meglio, emerge prima della coscienza: ciò che rende una mente animale sostanzialmente diversa da una macchina retta da automatismi non è il possesso della facoltà di esplicitare o di rendere dichiarabili i propri processi interni. Se anche fosse dimostrato il carattere totalmente implicito del complesso comportamentale attribuibile a una particolare specie ciò non trasformerebbe de facto in macchine gli appartenenti di quella specie. La soggettività è ciò che rende inesplicabili gli eventi comportamentali attraverso una modellizzazione analitica perché un animale è un'entità sistemica non scomponibile in automatismi, un'entità capace di operare delle scelte e prendere delle decisioni sulla base di confronti interni e connessioni dialettiche tra le risorse, al di là del fatto che tali processi siano illuminati o no da una coscienza. Secondo l'approccio cognitivo il modello elaborativo basato sul concetto di schema è molto più semplice per spiegare i comportamenti complessi piuttosto che la modellizzazione rigida fondata sulla catena associativa. Per comportamenti complessi s'intendono quelli: a) che richiedono una flessibilità di risposta di fronte a una pluralità pressoché infinita di situazioni di scacco, b) basati sull'accoppiamento di esigenze molari o di strategia complessiva e di risposte molecolari o tattiche, c) fondati sulla continua valutazione dell'evoluzione della lacuna rispetto agli obiettivi in ragione degli operanti proposti. In tutte queste situazioni ci troviamo di fronte a flussi proposizionali del soggetto che intersecano flussi di modificazioni di interfaccia, una condizione (stato posizionale) che richiede elaborazioni per piani gerarchici. Secondo tale approccio il comportamento non è mai frutto di automatismi, raffigurabili come i fili di un burattino, non è mai cioè mosso da un nesso deterministico che lega un evento a un altro in modo diretto e analitico. Il comportamento come espressione di uno stato mentale emerge cioè da un sistema e solo un modello sistemico può aiutarci a comprendere le variabili comportamentali. Se ci appelliamo a un sistema, caratterizzato da dotazioni assemblabili tra loro in vario modo ovvero disponibili a dar luogo a un mondo interno in continua evoluzione e capace di assumere più configurazioni funzionali e quindi di adeguarsi ai bisogni specifici della situazione, siamo costretti ad ammettere la natura mentalistica ovvero espressiva del comportamento e la natura informativa delle dotazioni. Quando Claude Shannon propone la teoria dell'informazione in pratica suggerisce che il dato o referto in sé non è informativo - più di quanto lo siano i valori di un esame del sangue senza i parametri range di riferimento - perché possiamo parlare di informazione solo se reca un'acquisizione informativa: poi il soggetto sa qualcosa che prima ignorava. Da qui il concetto di necessità elaborativa del referto - il dato per diventare informazione dev'essere elaborato ma il soggetto ha bisogno proprio di quest'ultima - e l'inevitabile necessità di un "processore interno" quale correlato dei sensi. Avere un approccio cognitivo significa pertanto operare uno slittamento profondo di significato rispetto alle teorie non sistemiche e non elaborative quali riscontriamo nel behaviorismo e nella psicoenergetica.

Espressivo = il comportamento è espressione, nel senso di portare fuori e manifestare uno stato interiore, rigettando l'idea di comportamento quale riflesso-pulsione ovvero meccanismo di rapporto diretto tra input e output;

Mentalistico = il comportamento è l'esito di uno stato mentale ovvero di un mondo interno organizzato secondo precise dotazioni presenti (componenti) correlate tra loro in specifici set di attivazione (composizioni) a loro volta strutturati per piani gerarchici;

Sistemico = la mente è un sistema, il comportamento non è dato da meccanismi atomici ma dall'intero sistema, in tal senso ogni modificazione di un comportamento (per esempio per apprendimento) ha effetti locali e globali e richiede nuovi equilibri complessivi;

Elaborativo = l'animale ha bisogno di informazioni ma i referti non sono informativi senza elaborazione (teoria del processore interno) per cui il sistema li processa sulla base di esigenze specifiche di informazioni;

Conoscenza = le componenti di una mente non sono automatismi ma dotazioni, il modello cognitivo non è l'associazione ove il rapporto tra struttura e funzione è 1:1 bensì lo schema (mappa) dove il rapporto è 1:∞, per cui si tratta non di un filo ma di una dotazione utile;

Soggettivo = le dotazioni implicano: libertà, il sistema non è deterministico; titolarità, è l'individuo che le utilizza; variabilità, la dotazione ha valori differenti nelle diverse composizioni; genesicità, possono produrre nuove dotazioni;

Costruttivo = l'interfaccia del soggetto dipende dalle dotazioni che il soggetto possiede, l'esperienza è un porgere domande al mondo e non un essere esposto al mondo, l'esperienza è pertanto una costruzione del soggetto;

Evolutivo = la crescita dell'identità è il frutto di un dialogo tra interno (organizzazioni evolutive) ed esterno (sollecitazioni evolutive) in un rapporto dimensionale e non giustappositivo ove cioè l'innato si realizza attraverso l'appreso e viceversa;

Posizionale = il soggetto possiede un mondo interiore che ha un suo flusso di eventi di attivazione, non è passivo di fronte al mondo, in tal senso possiede un qui e ora che dà significato al presente in termini di scacchi rispetto agli obiettivi che si pone;

Evocativo = lo stato mentale è il frutto di correlazioni interne, tra flussi mentali, ed esterne dove il qui e ora dipende dal livello di evocabilità delle risorse, dalle sequenze interne, dalle evocazioni esterne che arriva al soggetto dalla situazione vissuta;

Biografico = essere dotati di mente significa avere una biografia, vale a dire dei retaggi che influenzano lo stato presente, e una proiezione verso il futuro ovvero delle molarità che l'individuo cerca di perseguire attraverso diverse tattiche.